
...le diverse espressioni di stili
confermano la frenetica ricerca
di un'arte che non pone limiti
alla creatività.
(Prof. Francesco Chetta)
Note Biografiche
Caterina Lala è nata a Contessa Entellina (Pa), vive e opera a Palermo. Ha conseguito il diploma di Mastro d’Arte presso l’Istituto Statale d’Arte di Sciacca. Ha frequentato il corso della scuola libera del nudo, presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Ha allestito mostre personali, coronate da successo di pubblico e critica.
Ha partecipato a numerose rassegne, collettive e concorsi, in campo nazionale ed internazionale, riscuotendo premi e riconoscimenti. Alcune sue opere figurano in collezioni pubbliche e private.
E’ presente in diverse riviste e cataloghi, e negli annuari d’arte.
Mondadori n. 36 – 37
A.C.C.A. in Arte 2001 – 2002 – 2003 – 2004
Editrice Alba Ferrara 2000 – 2001 – 2002 – 2003 – 2004
L’E’lite 2001 – 2002 – 2003 – 2004 – 2005
Artisti Siciliani Contemporanei Edizioni Scirocco 2000 – 2002
Biennale Internazionale dell’Arte Contemporanea 2001 Firenze
Sicilia Arte oggi Ediz. Nuovo Millennio 2002
Enciclopedia dei pittori e scultori italiani del novecento “Il Quadrato” 2002
Testimonianze dei critici: Dino Ales, Salvo Ferlito, Francesco Carbone, Filippo Solito, Gemma Salvo Barcellona, Giuseppe Mendola, Francesco Cassar, Ireneo Lorenzoni, Rosamaria Belgiovine, Gerard Argelier, Giorgio Fallossi, Romano Pelati, Jean Jacques Segall, Francesco Chetta, Adriano Peritore ed altri.
Si sono interessati della sua pittura: Art Leader, Sikania, La Sicilia di Catania, Oggi Nuovo Sicilia, Giornale di Sicilia, Voce del Sud e Nice Matin (edizione Nizza – Francia).
E’ socia dell’Associazione Artistico e Culturale “Nuovo Cenacolo”, dell’U.C.A.I. (Unione Cattolica Artisti Italiani) e Accademica Italiana degli Etruschi.
Insignita Premio Nazionale Liolà 2001. Omaggio a Luigi Pirandello – S. Maria dello Spasimo Palermo (Ass. Primosole).
Mostre personali
1998
Galleria “Il Cenacolo” – Palermo
1999
Galleria “Nuovo Spazio” – Palermo
Circolo Culturale Classico
Chiesa del Carmine Taormina
2000
San Remo Ass.to Turismo e Manifestazioni
Assessorato Enti Locali – Via Trinacria, Palermo
Pisa Expo Arte “Millenium 2000” (Medaglia d’oro)
Comune di Palermo – Galleria Villa Niscemi
Parrocchia S. Eugenio Papa – PA
Astoria Palace Hotel – Palermo
Galleria Nuovo Spazio
2001
(Comune di Palermo) Palazzo delle Aquile
Milano – Galleria Modigliani
Centro Agape Caritas Diocesana – Palermo
Londra Art Culture Harrow
2002
Associazione Culturale “Calliope”
Comune di Palermo – (Associazione Culturale Laboratorio Giovanile) Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo
2003
Libreria del Mare – Via Cala, 50 – Palermo
Roma Galleria “La Pigna” U.C.A.I.
Comune di Isola delle Femmine “Al Baglio”
2004
Libreria “Idiomi” – Via M. Rapisardi, 12e – Palermo
2005
Cripta S. Giorgio dei Genovesi – Palermo
2006
Associazione Anteas - Monreale
Mostre collettive
1998
Associazione Socio-Culturale “Città Aperta” – Palermo
Lombardo Radice – La scuola incontra l’Arte – “Citta Aperta”
1999
Concorso di pittura estemporanea – Montelepre
Associazione “Nuovo Spazio” – Palermo
Associazione Hombre – Villa Trabia – Palermo
Maggio artistico catanese – Mostra d’Arte all’aperto – Con il patrocinio della Provincia Regionale di Catania
“Movimento Ecofuturisti” – Villa Niscemi- Palermo
Mostra permanente – Galleria “Nuovo Spazio” – Palermo
Chiesa del Carmine – Taormina
Concorso Pittura Estemporanea – Comune di Collesano
Comune di Roccapalumba
Concorso Pittura Estemporanea Assoc. “Artenoide” Villa Niscemi – Palermo (targa)
Estemporanea di Arti Figurative – Assoc. “Ziz” – Monreale
Concorso pittura Estemporanea “L’Emiro Arte” – Comune di Giardinello
Mostra Internaz. D’Arte Assoc. “Asla” – Palermo
3° Rassegna Sicil. d’Arte Contemp. Accademia “Sicilia” – Palermo
6° edizione Premio Telamone ’99 – Agrigento
Estemporanea Associaz. A.L.A.P.A.F. – Aspra – Bagheria
Associaz. “Ecofuturisti” – Palazzo Centrale Poste – Palermo
Concorso Pittura Estemporanea – Assoc. A.L.A.P.A.F. – Campofelice di Roccella (coppa)
5° Rassegna d’Arte visiva “Unione Cattolica Artisti Italiani” – Palermo: Albergo delle Povere – Dicembre 1999 – Gennaio 2000
Riposto Circolo Ufficiali Marina Mercantile
Nuovo Spazio
2000
Rassegna d’Arte Contemporanea “Premio Efebo” – Castelvetrano
Galleria d’Arte Moderna “Alba” – Ferrara
Rassegna Artexpo – USA: New York 2000
Concorso di Primavera “OPUS” – Stand Florio – Palermo
Accademia Costantiniana – Palermo
“Osterio Magno” – Cefalù
Concorso Internazionale A.L.A.P.A.F. – Bagheria (coppa)
Mostra collettiva Sala degli Specchi Provincia regionale di Messina Club Unesco
Viareggio Archivio Comunale (Arte Mediterranea Ziz)
Milano Centro Culturale “Sever”
Cefalù Osterio Magno
Associazione culturale “L’Occhio in Arte” – Roma
Casalbusterlenco
Rassegna nazionale d’arte “Ispic’Arte” provincia regionale di Ragusa IBLA (targa)
3° Premio per l’arte La Vela d’Oro – Riccione (trofeo)
Gran Prix Internazionale De La Cote D’Azur V Esposizione d’Arte Nizza (coppa)
Palazzo Arcivescovile Catania Giubileo 2000 (targa)
11° mostra mercato d’arte contemporanea arte Padova
L’Arte in cartolina Sanremo
Barcellona Spagna
Viareggio arte mediterranea archivio comunale
Rimini International prix (trofeo Golden Mercury) statua in fusione di ottone
Grosseto accademia italiana gli Etruschi (coppa)
Salsomaggiore Terme 24° Concorso Nazionale Cristoforo Marzaroli (medaglia)
Milano centro culturale internazionale d’arte sever (coppa)
Sala conferenze Villa Niscemi Ass. Sicil. Lett. Arti
Ferrara Galleria “Alba”
Sanremo la tavolozza 8° Ediz. festival inter.le della pittura contemporanea, patrocinata dal comune
Sirmione Lago di Garda – originale statua in ottone
Santa Maria dello Spasimo Ass. Primosole
2001
6° rassegna d’arte Sacra U.C.A.I. Arcidiocesi di Palermo. Patrocinata assemblea reg. Siciliana San G.nni all’Origlione
Studio d’arte il Ponte ass. cult. Roma
Londra Galleria Haroe Arts Centre Uxbridge Oad Hatch End h a 5 4 EA
Ass.ne gruppo “La Fenice” artisti per l’arte – 1° edizione premio Nazionale
Castello della Baronessa Carini patrocinata dal Comune
Estemporanea Febo Sferracavallo 1° premio ex equo – coppa
Estemporanea di pittura “Giovanni Capuzzo” Ottagono Letterario Segnalazione
Roma Campidoglio Villa Marignoli – Coppa
Cracovia Space Gallery Krakov
Collettiva Benefica organizzata dal Laboratorio Giovanile e Ass.ne Calliope
Collettiva Presso il Convitto Nazionale di PA Ass.ne La Fenice
Concorso di pittura Ass.ne Culturale Primo Sole – S. Maria dello Spasimo di Palermo
Hoart Piana degli Albanesi Cattedrale S. Demetrio patrocinata dal Comune
Estemporanea presso il Comune di Collesano
Estemporanea Circolo Canottieri Trinacria Addaura Pa
Estemporanea sotto le mura del castello della Baronessa patrocinata dal Comune di Carini – Coppa e Targa
Santa Maria dello Spasimo Pa Ass. Laboratorio Giovanile
Estemporanea P.zza Mondello organizzata dal Centro Turistico Mondello II° premio ex equo – Coppa
Cefalù Osterio Magno ass. Calliope
Collettiva presso Galleria Paolo Buscemi di Carini
Antiquarium Terrasini Patrocinata dal Comune – Ass. Calliope – Ass. Laboratorio Giovanile
Collettiva presso l’Aula Magna dell’Ist. Commerciale F.sco Crispi di Via Campolo
Osterio Magno (OPUS – Ass. Calliope – Ass. Laboratorio Giovanile)
“Palermo Estemporanea incontra l’Arte” – Natale 2001 (Comune di Palermo – Ass. Laboratorio Giovanile)
Endas Accademia Costantiniana
2002
Estemporanea di pittura via Libertà Ass. Laboratorio Giovanile Ass.to alla Cultura di Palermo
Estemporanea di pittura. Comune di Montevago con l’Accademia di Belle arti di Palermo
Palermo “Movimento Città Mia” Concorso di pittura
Ragusa Assessorato Beni Culturali Provincia Regionale
Isola delle Femmine mostra mercato patrocinata dal Comune
Erice. Estemporanea di pittura c/o Duomo
Collesano 6° Edizione Estemporanea
Palermo Centro Turistico Mondello Estemporanea
Palermo Collettiva Chiesa S. Ernesto Ass. Asla
Palermo “Il Cenacolo” collettiva. Accademia Italiana gli Etruschi
Palermo Arte Sacra in Cattedrale. UCAI
Palermo Circolo Ufficiali Acc. Naz. di Lettere e Arti e Scienze “Ruggero II di Sicilia”
Palermo Collettiva Ass. Ziz c/o Ars Nova
7° Rassegna d’arte Sacra Chiesa di San Giovanni all’Origlione Pa – U.C.A.I.
Concorso di pittura Ninny Cassarà. Patrocinata dalla Regione. Targa
Biennale Internazionale dell’Arte Contemporanea città di Firenze
Collettiva ex convento S. Basilio. Ass.ne Calliope
Ibiza Spagna Hotel Cala Blanca
Berlino Galleria Pinna Bersarin Platz 2A 10249 Berlin
2003
Montecarlo Marriot Hotel cap diail
Parigi 36 Rue Boissonnade
Lisbona Portogallo Hotel Sheraton R. Latino Coelho, 1
Brussels Rue A. ORTS 3 – 7B – 1000
Palermo “Galleria il Cenacolo”
Santa Maria dello Spasimo Patr. da Comune Mostra in beneficenza. Ass. Jesus Vitae. Sac. Garau Antonino a favore dei ragazzi disagiati
2004
Palermo Circolo Ufficiali Accademia Ruggero II di Sicilia
Palermo UCAI 9° Rassegna d’Arte Sacra c/o Santuario Madonna dei Rimedi
Dublino Marriot Hotel 5 Druids Glen
Praga Galleria Zelezna
Palermo da Pittorica c/o Convento della Magione
2005
Palermo Ass. Impiegati In Quiescenza Regione Sicilia Premio Ninny Cassarà
Mosca Galleria Tveckaya
Palermo Circolo Ufficiali Acc. Ruggero II di Sicilia
Palermo Cripta San Giorgio dei Genovesi UCAI in occasione del Festino di Santa Rosalia
Palermo UCAI Simposio d’Arte Sacra “Et verbum caro factum est” c/o San Giorgio dei Genovesi
2006
Palermo UCAI Fiorite Armonie c/o San Giorgio dei Genovesi
Carini Collettiva nel Castello. Artisti Siciliani del ‘900
Palermo Hotel Addaura con Pittorica
Isola delle Femmine “Ciao Pittsburg” Artisti nella Scuola
2007
Carini, Mostra permanente con la donazione di 2 quadri al Castello
Carini, “La Pasqua nell’Arte” nel Castello
Isola Delle Femmine, VII estemporanea di pittura Associazione culturale “La Rosa Dei Venti”
2008
Palermo UCAI San Giorgio dei Genovesi. Omaggio all’Anguissola
Palermo Biotos con Pittorica
Palermo XI Rassegna d’Arte Sacra “Le donne nel Vangelo” UCAI c/o San Giorgio dei Genovesi
2009
Fatebenefratelli. Osp. Buccheri la Ferla “La Maternità”
2010
Castello di Carini “impronta d’Artista”
Palermo UCAI San Giorgio dei Genovesi. In occasione del convegno nazionale “Il Sacro e l’Arte insieme per educare”
2011
Palermo U.C.A.I. “I colori di Maggio”
Palermo “Accademia universitaria di lettere, arti e scienze Ruggero II di Sicilia” Pa
Associazione culturale “Pensiero Palermo Cult” Hotel Splendid la Torre di Mondello
L’invisibile, la natura, le emozioni nelle opere di Caterina Lala Peri
Presentazione di DINO ALES
Vi è sovente nelle composizione di Caterina Lala una linea di confine, come un orizzonte, talvolta ben demarcato e tal’ altra, invece semplicemente intuibile: quella stessa linea divide, ma nel contempo unisce, rende contigui e trasmigranti l’uno nell’altro lo spazio del reale e quello del sogno.
In quest’ultimo mi pare che quasi sempre campeggino come i brani di una città: una città turrita, le cui piccole torri svettano a simiglianza di minareti. Una città dolcemente adagiata sul declivio di un monte o sulle rive di un lago, oppure su un isolotto a sovrastare un mare spesso tempestoso.
Ricordano Le città invisibili descritte da Calvino nel suo splendido libro: città che non trovano posto in nessun atlante, che non si sa a quale passato o presente o futuro appartengano.
Città del sogno, appunto, vagamente orientali che invero poggiano su quegli elementi (monte, lago, isolotto, mare) che sono, come dicevamo, i brani di una realtà fisica, che esprime vitalità, forza.
Caterina Lala ha un suo approccio particolare, personale con la natura, il paesaggio: dell’Impressionismo segue certamente la linea della riscoperta della luce e, soprattutto, il tentativo di riprodurre la infinità varietà delle forme in natura, ma filtrante attraverso la sua visione e, quindi, le impressioni e le emozioni provate.
Ma non è, certamente, la sua una pittura che possa confinarsi nelle sensazioni puramente visive, come a toccare solo la superficie del suo, del nostro spirito.
Il suo è un raffigurare la natura nello scatenamento delle sue forze insieme al sentimento che quella potenza scatena, a sua volta, nell’uomo. Una natura non soltanto contemplata per il proprio e l’altrui godimento, ma sofferta, anche, attraverso quel sentimento del sublime che nasce di fronte a oggetti o fenomeni che non possono essere compresi (vuoto, tenebre, infinito).
Una pittura di paesaggio, quindi, che oltre ad essere descrittiva, storica, è anche mitologica, simbolica.
Vi è una forte relazione, in questi paesaggi, tra esperienza e immaginazione: il tutto, però, gestito, impaginato in una linea “espressionista” dalle nordiche ascendenze: una visione percorsa da una irrequieta linea fluttuante che si perde in infinite, agitate spirali. La natura raffigurata, più che un giardino chiuso, riparo per i molti terrori che ci attanagliano, è proprio, in chiave espressionistica, la rappresentazione di questi terrori che questo mondo attuale, sull’orlo del disastro ecologico, fa nascere in noi.
L’uomo è assente in questi paesaggi: sono presenti le sue paure, le sue visioni, il suo immaginario, e la sua voglia di consolazione e di riparo che nella natura egli vuole comunque continuare a riversare e ritrovare.
Naturalmente protagonista è il colore: colore che si fa forma, colore che nell’alternarsi dei toni inventa lo spazio; colore che è simbolo, colore come segno e strumento di comunicazione.
Non sempre, anzi raramente il colore in queste opere richiama analogicamente quello esistente in natura: l’uso che ne fa la pittrice è, invece, in relazione alla sua esperienza interiore, espressivo, cioè, rivelatorio della propria situazione psicologica.
La prevalenza del giallo, che è un colore attivo, caldo, sonoro, in moto continuo, sembra che voglia significare per l’artista una tensione liberatrice, un immaginario ricco e vitale che tende a straripare costantemente nel reale, a diventare elemento e parte attiva di esso: delle vita, cioè, della storia.
Caterina Lala, in un percorso artistico che è di ricerca, di sperimentazione, che le ha consentito, nel passato, un figurativismo non problematico, quando non una intera stagione di “naiveté”, e poi il viaggio nella astrazione, che testimonia la sua ricerca di nuove forme, di un nuovo linguaggio, e che è ritornante anche nella sua fase attuale, oggi approfondisce questo suo naturalismo espressionistico denso, sofferto, nel quale la sorgente è certamente individuabile nella esperienza emozionale e spirituale della realtà, e i cui mezzi consistono nella forte accentuazione cromatica e nella incisività del segno.
Mi pare di ricordare, riguardando queste opere di Caterina Lala, almeno alcune delle ultime, ciò che Plinio scriveva nella sua Storia Naturale del pittore Apelle, “che amava dipingere le cose che non si possono dipingere, i fulmini, i tuoni, i temporali…”
E un’ultima considerazione: è arte moderna, questa della Lala, è cioè sulla linea nella quale già fin dagli albori del XX° secolo si colloca la gran parte del prodotto artistico?
Si può rispondere affermativamente, per tanti versi, non ultimo la ricerca, tutta moderna, di una nuova immagine del mondo, anche nella trasgressione delle condizioni tipiche di armonia, euritmia, consonanza che dal Rinascimento in poi contrassegnarono l’arte occidentale, fino a tutto il secolo scorso e ancora oggi.
Ma si può anche rispondere in tutt’altro modo, citando Egon Schiele, un grande dell’arte del XX° secolo, il quale, in un angolo di un suo disegno annotava: “L’Arte non può essere moderna. L’Arte ritorna eternamente all’origine”.
La forza comunicativa del colore
Caterina Lala Peri
Testo di Salvo Ferlito
Un’inesausta ricerca di moduli espressivi. E’ questa la molla propulsrice che sta alla base dell’intera attività artistica di Caterina Lala.
Come ogni pittrice che si rispetti, Caterina Lala ha infatti proceduto lungo un articolato percorso lessicale, costellato di svolte e ripensamenti indicativi d’una inappagata volontà di sperimentazione.
E ciò costituisce, senza alcun dubbio,il principale merito della nostra artista: ovvero il non essersi mai fossilizzata in rassicuranti formule linguistiche, prediligendo piuttosto intraprendere sempre nuovi itinerari
Non deve pertanto sorprendere l’apparente distanza stilistica che separa le opere giovanili dalle attuali, poiché tanto le une, quanto le altre costituiscono le tappe d’un unico - e più coerente di quanto non sembri - processo di maturazione personale, condotto all’insegna d’una espressività tutta incentrata sulla forza comunicativa del colore.
In tal senso, si rivelano esemplari i dipinti giovanili realizzati negli anni ’60. In essi l’irruenza temperamentale appare declinata in termini tendenti all’informalità, con una stesura maculare di tempere e pastelli che evidenzia gran maturità nell’armonica polifonia emotiva delle cromie. Contenute in un piccolo formato, opere quali “Stazione” - in cui il morbido disfarsi delle forme in macchie di colore lascia filtrare allusioni figurative – o “Tempesta” – tutto giocato sull’euritmico alternarsi di chiazze bianche e nere – svelano nel turbinoso sovrapporsi delle tinte l’idea d’un caos controllato, nel quale il divenire pare procedere con ordine e misura. E infatti, di lì a poco, in “Spiagge”, i pigmenti prendono a sedimentare con modalità più rigorose, secondo geometrie che, pur attestando la permanenza di influenze astrattiste (le forme delle barche sono scarne e spigolose), segnano una sorta di ritorno all’ordine preludente al recupero della figurazione piena.
Un rientro - quello nell’alveo figurativo – che sottende una esigenza di riordino e semplificazione di natura psicologica, ancor prima che stilistica; ma che non rappresenta - nonostante il brusco stacco dal linguaggio precedente - una palinodia, poiché condotto, come sempre, all’insegna della forza del colore. Si spiega così l’insistita attenzione per i tramonti, da Caterina elevati a pretesto ed occasione per intense dissertazioni timbriche. Il taglio, talvolta fin troppo fotografico, viene pertanto riscattato da ardimenti cromatici che, nel turgore dei rossi - arancioni tonalmente miscelati, si caricano di profonde sfumature psichiche andanti dallo spleen al senso di sperdimento innanzi alla maestà della natura (si guardi a tal proposito “Il Faro”, con la sua tavolozza improntata a cangiantismi rosso - violetti).
Altrove, invece, l’accensione delle tinte pare farsi portatrice di fanciullesca gioia di vivere; ed allora, stese quasi pure, con gamme luminose e assai brillanti, essi si coniugano ad una infantile “naiveté” che ha nel diretto impatto ottico – esente da alcun filtro concettuale - e nell’immediata leggibilità la sua gran forza comunicativa.
Ma è nella più recente produzione che Caterina Lala sembra operare una summa di tutte le sue prove, sincretizzando esperienze formali e coloristiche alla luce della lezione dei grandi paesaggisti del passato. Muovendo, infatti, dalla meditazione sull’opera di Turner e sugli influssi che questi ebbe sul nascente Impressionismo, nonché recuperando - forse inconsciamente - suggestioni e spunti della tradizione paesaggistica seicentesca, la nostra pittrice ha realizzato delle opere in cui il dato mimetico - naturalistico si presenta come trasfigurato in una articolazione di moti psico - affettivi. Si giustifica così l’estrema sintesi di tratto (a volte un po’ eccessiva) in favore d’una resa cromatica dalla sintassi talora lene ed aeriforme e tal’altra drammaticamente vorticante. La verità ottica lascia il campo alla emozionalità degli accostamenti, in una alternanza - anche in questo caso - di immagini serene - come nel luminosissimo “Specchio d’acqua “- e di rappresentazioni assolutamente tempestose - “Il vento”, “Tempesta di mare “,”Mare in tempesta”-. In un modo forse inavvertito - ravvisabile nell’aspetto simbolico, più che nella fedeltà naturalistica degli impianti – Caterina Lala opera una sorta di ritorno - nonostante l’opzione figurativa – alle libere orchestrazioni giovanili, dando alle sperimentazioni coloristiche un coerente ruolo prioritario.
Ne consegue un augurio ed una esortazione a proseguire lungo il cammino, facendo di questi paesaggi “ del sentimento e della psiche” una tappa transitoria in attesa di nuove e coraggiose ripartenze.
Caterina Lala Peri
Testo di Giuseppe Mendola
Giochi di luce
La pittura di Lala, come viaggio nel mondo della natura, ci ricorda “l’acqua dei monti che discende nelle valli basse”: e quivi radunandosi l’acqua in abbondanza, fanno fiumi e copiose fontane come ne scriveva Jacopo Passavanti. E’ di scena la vegetazione italiana ambientata tra spiagge e scogli, laghi e lagune, cespugli, fiori e umili erbe.
Le tele di Caterina Lala acquistano importanza di sentimento, cultura e religiosità che investono le nostre scelte, sollecitazioni di ideali e figurazione nel luminoso respiro dello spazio. Le sue ricerche sulla bellezza e la vicinanza al richiamo ad esplorare il sublime naturalistico la introducono nel mito classico del linguaggio che si eleva, sulle ali della fantasia, in nuovi orizzonti.
Lo stile della Lala, affascinato dalla vaporosità, dopo aver delineato il disegno, si immedesima nell’accurata analisi di scoscendimenti e rilievi nel meticoloso lavoro di sintesi nella composizione ben dosata, al fine di attenere perfetti esemplari in forti contrasti chiaroscurali con gialli dorati. L’apparato cromatico domina la scena nel rispetto di una cadenza coloristica che tende ad avvalorare i risultati di impianto ottenuti. Da un quadro all’altro ritorna il respiro di apertura ai sublimi fenomeni della natura con particolare riguardo alle marine che, nel contesto pittorico, suscitano apprezzabili sensazioni. Caterina Lala, nel caratterizzare l’omaggio alla natura, affronta una tempesta di neve, un angolo lagunare a specchio col cielo o un mare mosso dalle onde spumeggianti espandendo la sua personale introspezione. L’artista, nella padronanza della cultura espressiva, incontra il vocabolario stilistico nella esperienza della visione dalla quale trae stimoli e immagini.
Nelle pittura di Caterina Lala emerge una nota di grande richiamo; il senso della bellezza morale.
Nel parlare di arte sono portato al contesto della lettera di S. S. G.nni Paolo II agli artisti in data 4 Aprile ’99 ove il senso della bellezza travalica il compiacimento della potenza umana dirigendo gli animi al sacro godimento della presenza divina.
Esaminando le ambientazioni nelle opere pittoriche della Lala, mi torna il mistero della vita così espresso dal Salesiano Chemis con un concetto significativo:
lo splendore del contenuto è dunque opera di Dio, lo splendore della forma è opera dell’uomo che si associa alla forza creatrice divina.
Lala con maestria avvalora la sua attività artistica e, con equilibrata competenza e generosa originalità dà suggestione alla pittura con un dosaggio alchimico di colore e con forme sospese nell’immaginario tra la pratica sensibilità e ed il gusto di raffinata cultrice dei colori composti.
Paesaggista con la luce nell’anima
Caterina Lala Peri
Testo di Filippo Solito Margani
I numerosi dipinti di Caterina Lala hanno un idioma universale. Siciliana di nascita, cosmopolita per vocazione, l’artista ha maturato, nel corso degli ultimi anni (come attestano feconde personali in vari luoghi della Penisola) una propria sapienza stilistica.
La sua ricca produzione traduce, mediante un graduato uso del colore nella rappresentazione del paesaggio, sentimenti ed emozioni rifiorenti.
L’intera sua opera scorre su un costante binario: la formazione accademica e la libera ispirazione; lo studio serio e la rorida spontaneità del dettato.
In questo equilibrio si staglia l’arte di Caterina Lala, erede diretta della magica scuola dell’impressionismo che dona mobilità e respiro all’insieme e un diffuso eloquio alle cose.
Il compianto critico d’arte Francesco Carbone, la cui umanità suscita ancora fremiti di riconoscenza, ha scritto: “Le tele di Lala rilevano il valore psicologico del momento e la realtà della sua sensibilità diventa energia”.
Sulle orme di William Turner (1775-1851) il paesaggio dell’autrice è quello dell’anima. Notevole l’influenza della luce e dell’atmosfera nello scenario della natura. Fra questi elementi si determina, con immediatezza, una simbiosi incantevole. La natura, come l’umano peregrinare, rivissuto su orme romantiche, ora serena, ora inquieta, segue, secondo l’insegnamento di Goethe, l’eterno divenire delle cose, nel perenne fluire del tempo.
Atmosfere sospese, solitudini romantiche, ricerche d’infinito, domande al destino, paesaggi nordici e paesaggi del sud.
Castelli, tetti spioventi, alberi solenni, dalle chiome vivaci, corsi d’acqua cristallini, ponti evanescenti nella nebbia, specchi di laghi e macchie mediterranee, boschi in declivio, tramonti caldi, irrorati di luce, pleniluni estatici e una chiesetta agreste, stagliata nella purezza del cielo, come in preghiera.
Fra vedute boreali e australi, l’une evanescenti e l’altre dai toni più caldi, dall’elaborazione figurativa più intensa, data dalla pienezza della luce, si nota una differenza di stile. Nelle seconde il lirismo è intrinseco, è dentro il dipinto, mediato dalla scena. Nei paesaggi del nord il lirismo è estrinseco, diffuso, tutt’uno con le forme.
Caterina Lala dipinge atmosfere senza età, legate strettamente alla vita cosmica. E’ un artista che ha luce nell’anima.
Testo di Francesco Cassar
Una pittura colta, quella di Caterina, che affonda le radici nelle congenialità, certo romantiche, della cultura Inglese dell’800; soprattutto nelle fascinazioni per i “Lake Poets”, i laghisti, a loro volta fascinati dai tramonti sui laghi del Cumberland. Poesia, la loro , sempre soffusa d’incanti e di coinvolgimenti per gli spettacoli naturali dei pomeriggi declinanti alla sera. La nostra pittrice non ama i notturni, ma i crepuscoli.
Epperò non una crepuscolare. Come si spiega? Da parte nostra e in assoluto non si ha il potere di cercare la contraddizione. Contraddirsi è un diritto-dovere, perché senza la possibilità di opporre se stessa a se stessa, l’umanità non sarebbe tale. Orbene, superato finanche Turner, un altro romantico fra i più grandi e complessi paesaggisti, da tempo i suoi dipinti traducono le serenità conquistate da uno spirito raffinato. Che, sempre nei paesaggi, predilige le tinte pastello talvolta venate da bruni. Ecco l’incresparsi del pensiero in arditezze a loro volta materiate da inconsci autobiografismi. Tutto il resto? A non volersi affidare alle parole scritte nell’acqua, realizza la continua ricerca del cosmico, cioè dell’indiamento, che non può appartenere soltanto alla lettura Dantesca della vita.
Dell’arte pittorica di Caterina Lala Peri
Testo di Adriano Peritore
Tutti noi viviamo nel caos delle città e spesso il nostro sguardo incrocia una natura devastata dall’opera dell’uomo e dall’inquinamento.
Così ci stupiamo di fronte all’arte pittorica di Caterina Lala, tesa in gran parte delle realizzazioni, a riprodurre realtà irreali, ricche di simboli, di luce, di magiche atmosfere, eppure verissime perché frutto della nostra insopprimibile esigenza di bellezza e di armonia, o frutto delle nostre pulsioni e sentimenti quando ciò che ammiriamo sono segni e colori di un paesaggio tormentato da venti e bufere.
La nostra artista ha grande ammirazione per l’opera del pittore Turner e da questa predilezione stilistica è nata una serie di aspetti formali e di contenuto che hanno lentamente costruito il suo stile individuale.
E come Turner, Caterina Lala dipinge a velature sovrapposte, valendosi anche di un certo colore latteo per ottenere maggiori effetti di luce.
Renato Guttuso ha scritto che l’artista non crea nulla di nuovo perché egli attinge a tutto quanto già esiste, ammettendo implicitamente che in arte non c’è la creatività allo stato puro e non esiste l’invenzione in modo assoluto.
Per O. Calabrese l’arte risiede nell’esperienza e nella cultura che ci precedono, nel senso che qualunque artista non può fare a meno di rielaborare nelle maniere più varie il patrimonio di storia delle idee e delle tecniche artistiche che lo ha preceduto.
L’originalità, allora, non consiste più nel misurare la distanza tra l’opera attuale e la tradizione artistica precedente, ma nel verificare il grado di novità e di rielaborazione rispetto agli stili e ai generi proposti in passato.
Lo sguardo che Lala getta sul passato non contiene la nostalgia dell’ ”anacronista”, né possiede l’ammirazione del neo-classicista; non cerca l’accademico virtuosismo o gli spunti della tradizione paesaggistica seicentesca.
Sono esperienze che vengono utilizzate come se fossero fatti contemporanei che non rimandano ad altro e manifestano soltanto le proprie componenti elementari quali colore, forma, sequenza di luce, rifrazione, trasparenza.
E se Caterina Lala privilegia un genere molto cortigiano come il paesaggio, perché esso è un arcipelago di stimolazioni visive e capace di suggerire una serie di atmosfere sentimentali.
Il suo intento è quello di evocare un rapporto intenso e personale con la natura, nella ricerca di ciò che è straordinario, che suscita fascino e ci seduce sempre.
Il “grande” soggetto non assicura automaticamente la creazione di un “grande” lavoro artistico. Il valore è dato dai caratteri di universalità, ma anche dal messaggio (o dai sentimenti, dalle sensazioni) che ne scaturisce; ciò deve rimanere vero e determinante in ogni tempo.
Sono essenziali tappe di una continua sperimentazione che temperano e maturano il carattere e lo stile di un artista; sperimentazione a cui Caterina Lala non si sottrae già da qualche anno, ma che nel breve tempo futuro vorremmo poter conoscere risultati e traguardi raggiunti.
Testo di Gemma Salvo Barcellona
(Le notizie biografiche possono essere ripetute)
Caterina Lala nasce pittrice d’istinto.
Inizialmente prende come maestra la natura e le emozioni ch’essa le suscita. Ricorda la lezione dei grandi che ha studiato e ne privilegia le problematiche, per cui sceglie come mezzo per la sua espressione l’olio che la può fare ritornare sulle superfici stese, le quali le danno il senso del divenire; fa parlare gli alberi, le pietre, le cose, parte dell’universo e predilige la resa della luce, trovando così il valore dei colori.
E da vera pittrice, non dipinge dapprima la figura umana, quando acquisisce padronanza e personalità l’affronta e la rende con dolcezza, senza preoccuparsi di essere inserita in un determinato periodo.
Non trascura altre espressioni pittoriche ed altri mezzi, ma ritorna all’olio, al figurativo.
Per questo, io penso, può chiamarsi pittrice vera, autentica, senza infingimenti.
Il “Paesaggio palestinese” della pittrice Caterina Lala, propone un sogno di serenità e di quiete, fatto di natura e costruzioni reali in uno spazio con nuvole appena accennate. Il tutto dominato da una colorazione lieve. Un sogno di pace in un momento drammatico.
Testo di Francesco Carbone
Idee e emozioni fluiscono come parole dal pennello di Caterina Lala e, si trasformano in forme e sensazioni.
Le tele di Lala rivelano il valore psicologico del momento, e la realtà della sua sensibilità diventa energia, la fonte vera e inesauribile del suo dipingere è, questo desiderio prorompente di creare.
E’ così, immagini struggenti come tramonti, mari tempestosi, paesaggi riposanti nascono dal suo pennello, lasciando libera la sua dimensione esistenziale con le sue pulsioni e le sue sollecitazioni.
E’ nelle variazioni tonali del colore e del soggetto, Lala esprime una sottile e densa astrazione che, nel contempo, diviene genesi di una ideale figurazione, indiziata però, nel luminoso respiro dello spazio.
Sempre ansiosa di altri sbocchi indiziari, propri, del divenire arte, del nostro tempo.
La pittrice Caterina Lala è portatrice di uno stile che ricalca i grandi maestri dell’Impressionismo.
In particolare si può notare il dinamismo cromatico ispirato al celebre Turner.
Non si può comunque parlare di una semplice ripresa di tecniche già affermate ma di una personalissima interpretazione che la pittrice realizza con passione .
La mostra odierna, (in occasione della sua personale), presso il Complesso Monumentale di S. Maria dello Spasimo, consente a Caterina Lala di coronare la sua carriera di pittrice offrendo ai visitatori un ricco excursus di opere; ciò a testimonianza della sua graduale maturazione artistica.
Esprimiamo all’artista il nostro augurio e vivo apprezzamento.
IL VICESINDACO ED ASSESSORE ALLA CULTURA
Prof. Bartolomeo Sammartino
IL SINDACO
On. Avv. Diego Cammarata
Caterina Lala, artista figurativo moderno paesaggista, nelle sue opere traspare la luce reale ed irreale, ogni quadro è un momento del creato ed uno scarico psichico; per lei, l’opera che crea è il divino momento in cui la gioia traspare nel suo sub conscio; non si sofferma solo sulla sintesi dell’emozione o del bello; lei crea, fa nascere l’opera lentamente, calcolata a livello prospettico, di profondità, di composizione anche architettonica, un po’ istintiva in certi soggetti; non è certamente legata alla costruzione accademica ma al lato più poetico, romantico forte, come una sinfonia di toni alti e bassi, con tonalità di colore e calore che rendono l’insieme dell’opera in lettura d’equilibrio costruttivo creativo, morale e spirituale.
Non possiamo dire che l’artista Caterina Lala sia una realista, perché lei trasforma l’immagine di un paesaggio, figura od oggetto e li fa suoi con una forte tavolozza che ha proprio la padronanza che è indispensabile ad un’artista.
Nell’esposizione presso la Galleria Modigliani di Milano in occasione dell’inaugurazione le sue opere sono state molto apprezzate.
Romano Pelati
La calma compositiva e cromatica dei sui paesaggi dichiara tutti i presupposti di una tradizione classica, assai assimilata, ma che viene riproposta attraverso atmosfere sognate, rischiarate da luminosi riflessi quando non si traducono invece in forti moti dell’anima che, per manifestarsi, abbisognano di agganci amati ed evocati, quale quelli intensamente emozionali di un Turner.
Pino Schifano
Caterina Lala, in possesso di spiccate capacità espressive, riporta nelle sue opere il colore e la magia dei suoi sentimenti, che la portano a vivere intensamente il fascino della natura, nella quale ella ama immergersi con straordinaria voluttà per trarre da essa l’ispirazione che le consente di creare dipinti ricchi di straordinarie suggestioni e di soffusi e delicati sentimenti poetici: ed è proprio in questa sottile vena lirica, che Caterina Lala riesce a riportare sulla tela apprezzabili risultati di efficace creatività.
Ireneo Lorenzoni
Caterina Lala possiede quel raro senso del volume, delle proporzioni e dei colori tonali attraverso le diverse e ben contenute tematiche con marcata tendenza al figurativo, in prevalenza paesaggi, fiori, che creati con ammirevole naturalezza riesce nell’insieme ad esprimere proprie emozioni, e sentimento lirico attraverso il linguaggio pittorico.
Ugo Zingales
Caterina Lala un’artista che segna la descrizione delle sue emozioni con l’estasi segnica del suo figurativo. La sua pittura è un intreccio di suggestioni visive, plasmate con grande capacità compositiva…
…una luminosa espressione cromatica, che assorbe le varie tendenze artistiche dando vita ad una kermes creativa di ottimo gusto…
Mariarosaria Belgiovine
…Paesaggi luminosi e di chiara figurazione espressiva.
Caterina Lala sa indagare nella realtà che ci circonda, mutando l’infinità del suo pensiero pittorico…
Gerard Argelier
Rinnovo i miei complimenti per le opere presentate, meritevoli di particolari attenzione della critica internazionale…
Jean Jacques Segall
Una pittura essenziale e poetica la cui forza rivela in una scelta di equilibri e di colori, di piani e di squillanti imposizioni visive.
Le sue tele così fortemente impostate scatenano un aspetto di grande interiorità e di intensa luminosità.
Giorgio Falossi
Le opere di Caterina Lala esprimono una poetica d’altri tempi. Immagini struggenti, tramonti e spazi tempestosi che percorrono viaggi immaginari, metamorfosi dell’anima e del corpo che sembrano sollecitare forze e spinte vitali soppresse. Ma è l’amara legge della vita, che costringe talvolta i sensi e lo spirito a mentire a se stessi.
Antonella Brandi
Caterina Lala possiede la facoltà di incontrare, con la sua pennellata, anche chi si accosta per la prima volta al mondo dell’arte.
Il perché è semplice: lui entra senza accorgersi in un mondo che non è il suo a causa della delicatezza della pennellata che vuole dedicarti nel suo paesaggio con i suoi colori tenui o - se ha intenzione di approfondire altri paesaggi – ti porta nei paesaggi notturni, lunari quasi, per farti capire che quello è il crepuscolo di Lala.
Rosario Velardi
Messaggi su Guest Book
Giuseppe Mendola
14/11/1999
Lala, con maestria, avvalora la sua vivace attività artistica e, con equilibrata compostezza e generosa originalità suggestione alla pittura con un dosaggio alchemico di colori e con forme sospese nell’immaginario tra la pratica sensibilità ed il gusto di raffinata cultrice dei colori composti.
Angela Zuccarello
14/11/1999
Complimenti alla bravissima Caterina: pittura ricca di sensibilità cromatica alla ricerca di una perfezione intimistica.
Giorgio Ravazzolo
14/11/1999
Incredibile, una personale ricca di immagini, di paesaggi e di novità, ripeto è stata una sorpresa piacevole e incredibile, congratulazioni vivissime.
Angela Zuccarello
04/06/2000
Fa sempre piacere ammirare e apprezzare la pittura di Caterina, anche a Pisa ho provato tanta emozione.
Loredana Mormino di S. Vincenzo Ferreri
23/09/2000
Complimenti per questa bella, affascinante mostra che denota l’arte e la sensibilità dell’artista.
I miei migliori auguri.
G. Romeo
23/09/2000
Nei tuoi quadri vedo l’armonia e la bellezza interiore che ti caratterizzano, con tantissimo affetto.
Gabriella e Francesco Aldi
23/09/2000
Ancora una volta ci hai piacevolmente stupito! Con tanto affetto, auguri!
Nino Balletti
26/01/2001
Mi complimento con l’amica Lala per la luminosità dei colori, che esprimono il suo modo di essere. Amica di tutti noi con uno spiccato senso della socialità.
Fabrizio Corona
27/01/2001
Apprezzo molto la sua arte perché lascia un segno immortale, come lo da la musica nei nostri cuori.
Mauro Riva
09/12/2001
L’associazione Calliope, ringrazia vivamente l’artista di averci deliziato in questi giorni con i suoi magnifici quadri.
Nico Cassarà
24/04/2002
Colore e luce!! L’anima dell’arte figurativa, complimenti! Continua così.
Prof. Angela Piazza
24/04/2002
Guardando un quadro di Caterina Lala, ci sentiamo trasportati e immersi in un mondo di sogno, ove la realtà viene divinizzata. E’ un mondo di bellezza che rivela un animo sensibile e attento, che sa cogliere l’essenza intima della natura nella sua bellezza e anche nel suo mistero.
Rosalia Russo
24/04/2002
I tuoi quadri mi danno un senso di serenità. Mi piace tanto l’armonia dei colori. Complimenti!!!
Aldo Mausner
24/04/2002
Affascinato dalla luminosità dei colori, dalla linee tenui, dalle trasparenze e dal suo mondo poetico che suscita emozioni!
Prof. Mattia Di Pasquale
24/04/2002
Predomina il colore dorato, sei solare Caterina: ad majora. Ciao con ammirazione grande…
Prof. Lia Anzalone
24/04/2002
Caterina, oltre che cara sei tanto brava! Bellissimi i tuoi paesaggi e non solo.
M° Fausto Caltagirone (Pianista)
24/04/2002
Il continuo travaglio e la ricerca interiore connotano il vero artista! Con una crescente stima ti auguro grandissima soddisfazione!
M. A. Matranga
29/04/2002
C’è tanta poesia in questi quadri che fanno nascere in me sentimenti particolari, che Hanno a che vedere con la mia storia personale. Con quel codice che sta scritto nella natura ci sono tanti segnali, tanti messaggi che tante volte si svegliano. Una volta ancora ho confermato attraverso queste immagini un Dio che mi chiama a seguire un cammino e senza dubbi lo percorrerò fino alla fine. Continua hai tanto da dare.
Dr. Adriano Peritore
03/05/2003
Sintesi di colori e di forme e una memoria di immagini e di ricordi gelosamente custoditi e poi restituiti.
M. C. Ingrassia
07/05/2003
Non mi aspettavo di provare tante emozioni entrando in questa libreria, questi quadri sono qualcosa di fantastico.
M. Giannone
28/05/2003
Interessante la composizione contenuta nei tuoi paesaggi e la brillantezza del colore che alla fine esplode.
Prof. Fulvia Reyes Petrotta
29/05/2003 Roma
Cara Caterina, i tuoi lavori calmano lo spirito, rendono pace, preferisco soprattutto quelli più sognati. Sei coerente nella tua linea serena almeno in apparenza, splendido da manuale il quadro con i girasoli, sono contenta della tua forza di volontà del tuo impegno, della tua vitalità che accompagna il sogno alla realtà. Auguri e affettuosi complimenti. Brava.
Antonino Scalici (Poeta)
17/08/2003
Nei suoi quadri si evidenzia l’acqua sinonimo di vita, di purificazione.
Prof. Angela Piazza
24/05/2005
I dipinti di Caterina Lala, pur ispirandosi alla natura, ci trasportano in un mondo fantastico, dove il colore e la luce seguono sovrani. Danno sollievo all’animo di chi guarda per la bellezza dei soggetti e l’ispirazione profondamente sentita.
Prof. L. Bologna
27/05/2005
Le tue opere sono intense di luminosità e di luce. Trasmettono il reale e l’irreale un insieme di periodi figurativi e astratti che si colloca benissimo tra i grandi.
Prof. Arrigo Amato
28/05/2005
Tanta pace tanta poesia, tanta luminosità, l’animo si distende e contempla.
Prof. Gaetano Pellegra
29/05/2005
Mi hanno colpito le atmosfere e i tenui colori che certamente riflettono una notevole sensibilità e delicatezza interiore.
Contatti
Caterina Lala
e-mail: caterinalala@virgilio.it
cell.: 3478583528
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